Nicolas Appert
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Donkin e Hall
Donkin e Hall

guerra di Crimea
guerra di Crimea

ritratto di Franceso Cirio
ritratto di Franceso Cirio

esempio storico di una  confezione Cirio
esempio storico
di una confezione Cirio


STORIA DELL'IMBALLAGGIO IN ACCIAIO

La storia della materia

La banda stagnata comincia a essere lavorata tra la fine del 1200 e primi anni del 1300 a Wunsiedel, una cittadina dell'Alta Franconia, a cui viene riconosciuto il diritto di fondere lo stagno, d'imprimervi il proprio marchio e di controllarne il commercio.
Tuttavia questa materia prima per imballaggio si afferma con decisione in tempi più recenti, precisamente tra la fine del 1700 e gli inizi del 1800, quando cioè viene studiata e sviluppata la tecnica della conservazione dei cibi in scatola. In quel periodo l’inglese Bryan Donkin - traendo spunto dal trattato di Nicolas Appert, che spiegava come ottenere una buona conservazione dei cibi in bottiglie di vetro grazie a una lunga bollitura a bagnomaria - decide di far proprio tale sistema, utilizzando però un diverso tipo di contenitore: la scatola di banda stagnata, appunto.

Approfittando anche del fatto che Appert non aveva brevettato il metodo (preoccupato com'era di pubblicare il trattato e di fare investimenti per il proprio laboratorio), Donkin e il suo socio John Hill sviluppano la tecnica che, in onore al suo inventore, è conosciuta ancora oggi come “appertizzazione” in contenitori di banda stagnata, forti degli enormi progressi che la siderurgia inglese aveva compiuto nel XVIII secolo: dall’impiego del coke in altoforno (Abraham Darby, 1709) alla preparazione dell'acciaio (Benjamin Huntsman, 1760), fino all’invenzione del pudellaggio (Henry Cort, 1762) e subito dopo del laminatoio a energia idraulica.
Attorno al 1830 si consuma quindi il matrimonio tra i cibi destinati a essere conservati e la latta (termine che, in passato, indicava la banda stagnata e da cui deriva il nome lattina), che diventa un custode sicuro e affidabile. Da quel momento la diffusione dei cibi in scatola, delle bevande in lattina e, in un secondo tempo anche dei prodotti chimici, interessa progressivamente Stati Uniti, Europa e il mondo intero.

Saranno gli inglesi a portare le scatolette nel Nuovo Mondo. Più precisamente Thomas Kensett nel 1812 e William Underwood nel 1817 fondano, rispettivamente a New York e a Boston, le prime fabbriche di conserve alimentari utilizzando però ancora scatolette importate dal Regno Unito. In America, le prime fabbriche di latta verranno infatti aperte solo nel 1870, precisamente a Cincinnati e Chicago, nelle vicinanze dei grandi allevamenti di suini e bovini.
In Italia il primato nella conservazione alimentare in scatola spetta a Francesco Cirio che, nel 1856, fonda a Torino uno dei primi stabilimenti. È invece Pietro Sada (nel 1881) il primo produttore di carne in scatola, utilizzando però imballaggi prodotti all’estero. Il primo fabbricante italiano di scatolette sarà Luigi Origoni (1890).

Un aneddoto - Le doti della scatoletta vengono particolarmente apprezzate e sfruttate in modo estensivo sui campi di battaglia (letteralmente), dove viene considerata uno strumento insostituibile per il vettovagliamento: durante la guerra di Crimea (1853-1856), i soldati inglesi scongiurano infatti il pericolo di contrarre lo scorbuto mangiando in sicurezza


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